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Antichi e moderni

gennaio 23, 2012

Il titolo del post è molto generico, ma è utile per inquadrare qualche riflessione suscitatami da una suggestiva battuta di Martin West all’ultimo convegno cui ho partecipato. Per spiegare l’uso delle tavolette di cera, trovate in una tomba di V a.C. nei pressi di Atene (qui delle preziose informazioni per i curiosi) in cui era sepolto anche il papiro di cui avrebbe parlato, il professor West ha mostrato una celebre pittura vascolare in cui si vede chiaramente l’uso di questo strumento.

Il suo commento è stato:”vedete? sembrano un laptop”.

Sì, probabilmente noi classicisti ci divertiamo con poco, ma la battuta del professore (che da un rapido giro sul web mi sa che non è sua!) mi ha fatto pensare quanto interessante possa essere lo studio dell’antichità, in una prospettiva che vada a fondo, scoprendo, nella sua ricerca, paradigmi antropologici (se è lecito parlare di paradigmi) nei manufatti come nei testi.

Quanto sono condivisi i sentimenti espressi nella tragedie, quanto ci riconosciamo nei versi di Saffo e Archiloco? Parlando di strumenti musicali, quali problemi avrà avuto il suonatore di aulos nel dare la giusta forma alla sua ancia? Forse gli stessi che oggi hanno altri musicisti (fagottisti, oboisti…) che hanno a che fare con due capricciose palette di canna. C’è una sapienza manuale e una sapienza dello spirito che sgorgano dalla stessa fonte, da quei frammenti primi dell’umanità che in infiniti rivoli hanno percorso le generazioni del mondo.

Oggi le tavolette di cera sono il laptop da cui vi scrivo e la vibrazione di una corda è amplificata con segnali elettronici; i rotoli di papiro sono stati ricopiati nei codici che oggi chiamiamo libri e gli ebook li leggiamo tenendo una tavoletta in mano.

In una delle tante chiacchierate con un amico professore, forse con un tono un po’ agrodolce, abbiamo pensato che in fondo l’uomo non è cambiato poi molto. Gli è necessario un riparo, un’attività che gli procuri sostentamento e delle relazioni tribali/sociali.

Che altro, poi?

*l’immagine è tratta dall’archivio Beazley ed è un vaso a figure rosse attributo al pittore ateniese Douris (ca. 500-460 a.C.)

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