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A Peristere (Teocrito, epigramma XVI)

febbraio 13, 2015

cielo

 

Ἡ παῖς ᾤχετ’ ἄωρος ἐν ἑβδόμῳ ἥδ’ ἐνιαυτῷ
εἰς Ἀίδην πολλῆς ἡλικίης προτέρη,
δειλαίη, ποθέουσα τὸν εἰκοσάμηνον ἀδελφόν,
νήπιον ἀστόργου γευσάμενον θανάτου.
αἰαῖ ἐλεινὰ παθοῦσα Περιστερή, ὡς ἐν ἑτοίμῳ
ἀνθρώποις δαίμων θῆκε τὰ λυγρότατα.

La bambina è scesa anzi tempo nell’Ade
– aveva sette anni –
prima di molti coetanei,
infelice,
desiderando di avere accanto il fratello
– aveva venti mesi –
che ancora bambino una morte fredda
aveva provato.
Ah, Peristere, sofferente e misera,
con quale prontezza un dio ha inflitto agli uomini
le più grandi disgrazie.

Dedicato a Nicole.

 

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