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Incredibili meraviglie al di là di Thule

aprile 15, 2015

Thule è isola ultima, estremità di navigazione o menzogna. Geografi e poeti passano su pergamena tratti immaginati, profili confusi di desideri; una fede, per sé irrazionale. Thule è giaciglio del sole, punto di terra naufraga nel mare di scrittori. Ha colore luminoso di ghiaccio, eppure: notte polare, patria di figli degeneri.

Per dodici inverni, Olof passò a disegnarne la cornice: una charta marina delle terre del Nord sulla quale pose mostri a guardia dell’isola: orca, balena e un mostro di passaggio nel 1537.

In quali orizzonti ti perdi, adesso, Thule?


[Dell’isola di Thule scrissero molto gli antichi: Plinio il Vecchio, Strabone, Tolomeo, Dionigi il Periegeta tra gli altri. Il mito di Thule ebbe grande fortuna in età medievale e moderna e Ultima Thule è anche il titolo dell’ultimo (!) disco di Francesco Guccini. Nel 1919 nacque la Thule Gedellschaft (Società Thule), un gruppo di occultisti rintracciò in Thule l’origine della razza ariana. La Charta Marina di Olaus Magnus (Olof Mansson) fu stampata a Venezia nel 1539, in seguito a dodici anni di lavoro. L’espressione ultima Thule si trova nelle Georgiche (I, 30) di Virgilio. Il titolo del post è tratto da un romanzo greco (I-II d.C.) di Antonio Diogene, di cui ci restano frammenti ed un epitome nella Bibliotheca di Fozio.  Molte e dettagliate informazioni le trovate qui].

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