Skip to content

Saffo, fr.31 Voigt

maggio 2, 2015

Sappho_klimt

Pari a un dio mi appare
colui che di fronte a te siede
e da vicino porge l’orecchio
a te che dolcemente parli
e ridi soave.

Così mi esplode il cuore nel petto,
non appena ti guardo
– anche solo un istante –
non ho più voce,
inerte la lingua;

subito una fiamma sottile
corre sotto la pelle,
buio negli occhi,
nelle orecchie un rombo,
gelido sudore mi attraversa
e tutta tremo,

pallida più di un filo d’erba
e sento che manca poco
alla morte.

Ma tutto si può sopportare…


Un uomo siede a pochi passi da una donna; le sta vicino, la guarda e la ascolta. Di più: inclina il capo e, da basso, le porge l’orecchio per non perdersi neppure un respiro. Il riso femminile non è innocente: scintilla di desiderio, armonia che seduce. Messa a lato, Saffo spia quegli sguardi, fino a posare gli occhi su di lei. Non gelosia, ma amore la annichilisce: nulla è senza la donna che ama. Non appena ti guardo […] non ho più voce. Dolore alimento di poesia, ultimo baluardo e barlume, sogno di un sublime perduto eppure così vicino. Buio negli occhi. Rapida serie di sintomi d’amore, corsa verso la morte è questa vertigine di patemi, intima e universale.

Ignoto è l’autore del trattato Del sublime cui tanto devono i nostri studi, scrigno che ha custodito l’esteso frammento di quest’ode e tanto altro. L’anonimo non cita l’intera composizione; mi piace pensare ad un’interruzione provvidenziale che lasci strada al lettore. Ciascuno scelga come concludere, a quali rimedi inverntarsi o verso quale morte – di sé, dei suoi affanni – dirigersi.

In Schiuma d’onda, uno dei Dialoghi con Leucò di Pavese, Saffo così si rivolge alla ninfa Britomarti: «Si può accettare che una forza ti rapisca e tu diventi desiderio, desiderio tremante che si dibatte intorno a un corpo, di compagno o compagna, come la schiuma tra gli scogli? E questo corpo ti respinge e t’infrange, e tu ricadi, e vorresti abbracciare lo scoglio, accettarlo. Altre volte sei scoglio tu stessa, e la schiuma – il tumulto – si dibatte ai tuoi piedi. Nessuno ha mai pace. Si può accettare tutto questo?».

Su Saffo e su questo frammento c’è una bibliografia sterminata; qui e qui trovate molte informazioni, mentre è possibile ascoltare una lettura metrica con accompagnamento musicale qui.

Il quadro è Saffo di Klimt (1888), la traduzione mia.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: